Nel marketing basato sui dati, il roas in marketing (Return On Advertising Spend) è l'indicatore più crudo e onesto che esista. Se altre metriche come i "like" o i click possono alimentare l'ego, il ROAS alimenta il conto in banca. Rappresenta il fatturato lordo generato per ogni euro speso in pubblicità. Se investi 1.000€ in annunci e ne incassi 5.000€, il tuo ROAS è di 5 (o 500%).
A differenza del ROI, che tiene conto di tutti i costi aziendali (stipendi, affitto, tasse), il roas marketing si concentra esclusivamente sull'efficacia del canale pubblicitario. È lo strumento che permette di rispondere alla domanda fondamentale: "Questo annuncio sta funzionando?". Senza il monitoraggio costante di questo dato, un'azienda sta navigando al buio, rischiando di scalare campagne che sembrano profittevoli ma che in realtà stanno erodendo i margini.
Per chi opera nel mondo del commercio elettronico, la roas google ads formula è il pane quotidiano. Il calcolo è apparentemente semplice:
Tuttavia, la vera sfida risiede nell'interpretazione. Un ROAS di 4 non è necessariamente positivo se il tuo margine sul prodotto è basso. Esiste infatti il concetto di Break-even ROAS, ovvero il punto di pareggio sotto il quale l'azienda sta perdendo soldi nonostante le vendite. Calcolare la roas formula advertising corretta significa integrare nel ragionamento anche il costo del venduto (COGS) e le spese di spedizione. Solo chi padroneggia questi numeri può decidere di alzare il budget pubblicitario con la certezza di non andare in perdita.
Ecco un paradosso che molti marketer ignorano: un ROAS estremamente alto (ad esempio 20 o 30) potrebbe non essere una buona notizia. Perché? Spesso indica che l'azienda sta investendo troppo poco e si sta limitando a intercettare solo i clienti che avrebbero acquistato comunque (ad esempio attraverso il brand bidding). Un roas marketing ottimale è quello che permette di massimizzare il volume totale del profitto, non solo l'efficienza percentuale. A volte, abbassare leggermente il ROAS per aumentare drasticamente il volume delle vendite è la strategia vincente per conquistare quote di mercato.
Migliorare il ritorno sulla spesa pubblicitaria non significa solo tagliare i costi, ma aumentare il valore di ogni singola conversione. Ecco come si muovono i professionisti:
Il roas in marketing è dunque un valore dinamico, che risente della stagionalità, della pressione dei competitor e della qualità della creatività pubblicitaria. Trattarlo come un dato statico è l'errore più comune che porta al fallimento delle strategie di scala.
Padroneggiare il roas marketing significa passare da una gestione "a sensazione" a una gestione scientifica del business. È la metrica che separa chi spende soldi da chi investe capitali per generare crescita costante e prevedibile.
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Quando le tue formule iniziano a girare nel verso giusto e il ROAS esplode, ti ritrovi davanti a un nuovo, piacevole problema: una valanga di ordini. È qui che molti e-commerce si spezzano. Scalare le ads è facile, scalare la logistica e la sincronizzazione dei magazzini è un'impresa titanica. Se il tuo ROAS è stellare ma le tue scorte non sono aggiornate in tempo reale tra sito e marketplace, finirai per vendere prodotti che non hai, distruggendo la tua reputazione in un attimo.
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