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Digital Services Act: cosa cambia per i venditori sui marketplace

Digital Services Act: obblighi, tracciabilità e verifiche per chi vende sui marketplace, con indicazioni pratiche per le PMI.

Digital Services Act: cosa cambia per i venditori sui marketplace

Il digital services act, o DSA, è il regolamento europeo che stabilisce regole comuni per i servizi digitali, compresi i marketplace online. Per un venditore, il cambiamento più concreto riguarda la trasparenza: le piattaforme devono raccogliere e verificare alcune informazioni sui professionisti che vendono ai consumatori e rendere più chiaro chi è il venditore. Non è una nuova imposta né una normativa che sostituisce le regole su IVA, sicurezza dei prodotti o tutela dei consumatori.

Il riferimento è il Regolamento (UE) 2022/2065, applicabile in via generale dal 17 febbraio 2024. Gli obblighi variano in base al tipo e alla dimensione del servizio digitale. Perciò, quando si parla di DSA e marketplace, è utile distinguere ciò che deve fare la piattaforma da quello che deve fare l’impresa che pubblica le offerte.

Digital Services Act: come funziona per chi vende sui marketplace

Il DSA disciplina i servizi di intermediazione online, tra cui le piattaforme che mettono in contatto venditori e consumatori e consentono di concludere contratti a distanza. Non impone un unico insieme di adempimenti a tutti gli operatori: prevede obblighi differenziati per categoria di servizio e dimensione, con regole ulteriori per le piattaforme di dimensioni molto grandi.

Per i marketplace, una parte centrale è la tracciabilità dei professionisti. Quando ricorrono le condizioni previste dal regolamento, la piattaforma deve raccogliere informazioni identificative e di contatto del venditore, compresi i dati necessari per riconoscerlo e quelli relativi ai pagamenti e alla registrazione professionale, se applicabili. Deve inoltre compiere sforzi ragionevoli per valutarne affidabilità e completezza, anche ricorrendo a banche dati ufficiali quando possibile.

Il marketplace deve anche predisporre la propria interfaccia per permettere ai venditori di fornire le informazioni richieste e fare in modo che quelle necessarie siano visibili al consumatore prima dell’acquisto. In caso di dati mancanti o non corretti, può chiedere di aggiornarli e, se il venditore non rimedia, limitare o sospendere la possibilità di offrire prodotti sulla piattaforma secondo le procedure applicabili.

La distinzione tra responsabilità della piattaforma e del venditore è importante. Il marketplace organizza la raccolta dei dati e gli strumenti di pubblicazione; l’impresa deve fornire informazioni accurate, aggiornate e coerenti con la propria posizione e con i prodotti offerti. Il fatto che la piattaforma effettui controlli non rende superfluo il controllo interno del venditore.

Ambito Ruolo della piattaforma Cosa cura il venditore
Identità professionale Raccoglie e verifica le informazioni previste per la tracciabilità. Inserisce dati societari, contatti e informazioni richieste in modo corretto.
Offerte e prodotti Predispone strumenti per fornire e mostrare le informazioni richieste. Descrive i prodotti senza omissioni e mantiene aggiornati i dati dell’offerta.
Contenuti illegali o non conformi Gestisce segnalazioni e adotta le misure previste dal regolamento. Risponde alle richieste e interviene sulle proprie inserzioni quando necessario.

Quali informazioni preparare per il marketplace

Le richieste precise possono differire tra piattaforme e dipendono anche dal caso concreto. È quindi utile leggere le istruzioni del marketplace, senza presumere che basti completare il profilo iniziale. In genere, l’impresa dovrebbe avere a disposizione dati anagrafici e societari aggiornati, recapiti, informazioni di registrazione professionale quando pertinenti e gli elementi necessari a identificare il soggetto che vende.

È altrettanto importante mantenere allineati i dati nei diversi ambienti: account del marketplace, gestionale, sistemi di fatturazione e documentazione aziendale. Una variazione della sede, della ragione sociale o dei contatti può generare incongruenze se viene aggiornata in un solo punto. Per una PMI che opera su più canali, conviene assegnare a una persona o a un team la responsabilità di verificare periodicamente le anagrafiche e le richieste ricevute dalle piattaforme.

Oltre all’identità del venditore, le schede prodotto richiedono attenzione. In base alla categoria merceologica e alle norme applicabili, possono essere necessari dettagli sul fabbricante, avvertenze, identificativi, informazioni di sicurezza o elementi di conformità. Il DSA non crea da solo tutti questi obblighi di prodotto: stabilisce anche regole per la trasparenza e la gestione delle offerte, mentre i requisiti sostanziali dipendono da altre normative. Per orientarsi sul tema si può approfondire la normativa GPSR sulla sicurezza dei prodotti venduti online.

Segnalazioni, moderazione e decisioni della piattaforma

Il DSA introduce procedure più strutturate per segnalare contenuti che si ritengono illegali e per gestire le decisioni delle piattaforme. Se un’inserzione viene rimossa, limitata o resa meno visibile, il venditore dovrebbe leggere la comunicazione ricevuta e verificare la motivazione, i contenuti contestati e le modalità indicate per chiedere una revisione. Tempi e strumenti possono dipendere dalla piattaforma e dal tipo di decisione.

Questo non significa che ogni contestazione si risolva automaticamente a favore del venditore. Significa, piuttosto, che le piattaforme devono fornire determinate informazioni sulle decisioni e mettere a disposizione meccanismi di reclamo nei casi previsti. Per l’impresa è utile conservare le comunicazioni, le versioni delle schede prodotto e i documenti che dimostrano la conformità dell’offerta. Una cronologia ordinata facilita la risposta a una richiesta e riduce il rischio di ricostruire i fatti quando l’inserzione è già stata modificata.

Il regolamento prevede inoltre obblighi di trasparenza per la pubblicità e per i sistemi di raccomandazione. In alcune situazioni l’utente deve poter riconoscere un annuncio e sapere, in termini comprensibili, perché gli viene mostrato. Sono previste anche restrizioni specifiche sull’uso di determinati dati per la pubblicità mirata. Per chi vende, l’impatto pratico dipende dagli strumenti promozionali utilizzati e dalle informazioni rese dal marketplace: è opportuno distinguere le campagne pubblicitarie della piattaforma dalle comunicazioni commerciali gestite direttamente dall’azienda.

Che cosa non cambia con il DSA

Il DSA non sostituisce gli obblighi fiscali, le regole sull’e-commerce, la disciplina dei contratti con i consumatori o i requisiti di sicurezza dei prodotti. Un venditore deve quindi continuare a gestire correttamente IVA e fatturazione, informazioni precontrattuali, resi e garanzie, oltre agli obblighi specifici legati alla merce. La ripartizione delle responsabilità tra venditore e marketplace può dipendere dal modello commerciale e dai servizi effettivamente offerti.

Neppure la presenza di una scheda completa equivale a una certificazione di conformità. Il marketplace può verificare alcune informazioni o intervenire sulle inserzioni, ma non per questo il venditore può dare per scontato che ogni requisito applicabile sia stato controllato. Per prodotti regolamentati, categorie particolari o casi con dubbi sulla qualificazione dell’attività, è prudente confrontarsi con il commercialista, un consulente legale o l’ente competente.

Lo stesso approccio vale per gli imballaggi: i relativi obblighi non derivano tutti dal DSA e possono dipendere dal prodotto, dal ruolo dell’impresa e dai mercati in cui vende. Per approfondire un aspetto operativo collegato alle spedizioni, è disponibile la guida sull’etichettatura ambientale degli imballaggi per l’e-commerce.

Errori da evitare nella gestione quotidiana

Gli inciampi più comuni non riguardano interpretazioni complesse del regolamento, ma processi interni poco aggiornati. Un account aperto anni fa può contenere un indirizzo o un referente non più valido; un catalogo importato in blocco può non includere tutte le informazioni richieste per una determinata categoria. Anche una comunicazione del marketplace lasciata senza risposta può portare a restrizioni sull’account o sulle offerte.

  • Inserire dati incoerenti: controllare che ragione sociale, sede e contatti coincidano con i documenti aziendali e con le informazioni registrate sulla piattaforma.
  • Trascurare le richieste di verifica: assegnare un responsabile per leggere e gestire le notifiche, con una procedura di escalation in caso di dubbi.
  • Considerare il catalogo statico: aggiornare le schede quando cambiano prodotto, avvertenze, documentazione o requisiti applicabili.
  • Confondere gli obblighi: non attribuire al DSA regole che derivano da norme fiscali, consumeristiche o di sicurezza dei prodotti.
  • Affidarsi solo ai controlli del marketplace: mantenere una verifica interna e archiviare le evidenze utili a dimostrare la correttezza delle offerte.

Una checklist per ogni canale può rendere il controllo più semplice: dati dell’account, documenti disponibili, referenti, procedure per le contestazioni e informazioni richieste nelle schede. Se l’azienda vende su più marketplace, è utile stabilire quali dati sono condivisi e quali devono invece essere gestiti separatamente per ciascuna piattaforma.

Come MarketRock aiuta a organizzare la vendita sui marketplace

MarketRock consente di gestire in modo coordinato attività come ordini, cataloghi, magazzino e spedizioni su più canali. Una gestione più ordinata può aiutare a mantenere sotto controllo i flussi operativi, ma non sostituisce la verifica normativa né la responsabilità del venditore sui dati e sulle offerte. Scopri la vendita sui marketplace con MarketRock oppure visita la home di MarketRock.

Domande frequenti

Il DSA riguarda anche chi vende solo su un marketplace?

Sì, il regolamento disciplina anche le piattaforme di intermediazione usate dai venditori. L’impresa deve fornire le informazioni richieste dal marketplace e gestire correttamente le proprie offerte; gli obblighi specifici dipendono dal ruolo dei soggetti e dal caso concreto.

Il DSA obbliga il venditore a ottenere una nuova licenza?

Il regolamento non introduce una licenza generale per vendere online. Possono però essere richieste informazioni identificative e professionali e restano validi gli eventuali requisiti previsti per l’attività o per il prodotto.

Il marketplace può sospendere un venditore per dati incompleti?

Può adottare misure secondo le procedure previste quando le informazioni richieste mancano o non vengono regolarizzate. È opportuno rispondere alle richieste e verificare le condizioni comunicate dalla piattaforma.

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